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150 anni - una storia di santità 22: LA MALATTIA

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Il dolore e la malattia fanno parte della vita. Il rapporto con il Signore ci conduce a una profonda riconciliazione con questa realtà necessariamente fragile della nostra vita. Non c'è motivo di evaderla o di averne paura, siamo infatti nelle sue mani. Anzi, questi luoghi del nostro dolore, in cui più corriamo il rischio di sentirci abbandonati, sono quelli in cui facciamo esperienza in modo vitale ed essenziale della presenza di Dio nella nostra vita. Acquistiamo una profondità nel nostro rapporto con la vita stessa, che poi ci aiuta a vivere più intensamente i momenti di gioia. I luoghi del nostro dolore, il nudo legno delle nostri croci, non sono luoghi di abbandono, perchè lì incontriamo la persona di Cristo, che condivide con noi la passione e si dona a noi nell'atto più totale del suo amore.  Un tumore colpì Bettina. Ma ella non si lamenta, non si rattrista. Prega, e generosamente si abbandona al Signore che la prepara al supremo distacco. "Da tanti anni non provavo...

Pregare il Vangelo della domenica: E' FUORI DI SE'!

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  Il regno che Gesù è venuto ad inaugurare è davvero l’ingresso di un nuovo “mondo” nel nostro mondo, l’instaurarsi di un nuovo modo di giudicare le cose e di creare legame con tutto: con la realtà che si vive, con ciò che si possiede, con gli affetti che si provano. È l’avverarsi di quello sguardo nuovo di cui parla s. Paolo nella seconda lettura, uno sguardo che non si “fissa” sulle cose visibili, che sono «di un momento», cioè hanno una consistenza relativa, ma su quelle invisibili, «eterne», che sono espressione di quella realtà vera, autentica, che è Dio. Questa grande novità emerge nel Vangelo di oggi a proposito dei rapporti familiari, di parentela, che costituiscono un ambito molto personale della nostra esperienza. Nel brano possiamo notare una contrapposizione tra l’atteggiamento scettico e preoccupato dei parenti di Gesù – «è fuori di sé», dicevano – e l’atteggiamento invece delle persone che stavano attente ad ascoltare Gesù. Questo atteggiamento offre al Signore la p...

150 anni - una storia di santità 21: IL DISCERNIMENTO

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Il cammino spirituale è un esercizio di riscoperta di noi stessi alla luce di Dio: per questo il nostro sguardo diviene sempre più lucido riguardo ai movimenti dell'anima, sempre più attento e consapevole di ciò che abita mente e cuore. Anelando con la totalità di se stessi a Dio, assumiamo gradualmente i tratti del suo Volto, assomigliamo sempre più a Colui che amiamo, e tutto ciò che in noi non è di Dio, viene gradualmente convertito e consegnato a Lui. Questo sguardo che acquistiamo verso noi stessi, diviene poi sguardo di comprensione e accoglienza anche per il mistero che abita l'anima di chi ci è affianco. Il cammino spirituale ci rende sempre più prossimi all'altro. In chi ci sta di fronte possiamo infatti intuire la stessa chiamata a venire alla luce di Dio. Ogni anima anela a rispondere ai dolci richiami di Dio, che vuole rigenerare a vita nuova. Il discernimento degli spiriti non sembra un privilegio estraneo alla Madre Teresa Maria della Croce. Conosceva la via s...

Pregare il Vangelo: CORPUS DOMINI

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  Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre, ravviva in noi il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene: fa’ che sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cristo, compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare nella gioia dei santi, tuoi conviviali alla mensa del regno.   Il desiderio di te, fonte inesauribile di ogni bene . È il desiderio che abbiamo nel cuore, la fame che dimora in noi. Tutto ciò a cui l’uomo anela di bello, buono, vero, puro, limpido, ha un nome: Dio. Ma ancor prima del nostro desiderio di te, Signore, c’è il tuo desiderio di noi. Desiderio di comunione, condivisione di vita. Un desiderio talmente grande che ti sei fatto uomo perché non andassimo perduti, per ritrarci a te; così forte che hai dato la tua vita per noi. L’hai data sulla croce; l’hai data e continui a darla nel tuo corpo e nel tuo sangue. È il cibo che dà a noi la vita piena. I gesti di Gesù durante l’ultima cena, benedire, spezzare...

150 anni - una storia di santità 20: L'ADORAZIONE PERPETUA A FIRENZE

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I Santi sono tali perchè sanno indicarci, come una freccia luminosa, l'essenziale della nostra vita. Il rapporto vitale che ci rigenera ad ogni respiro. Questa è l'adorazione perpetua, ogni ora del giorno e della notte. Una follia se ci si pensa, che dura tutt'ora. Eppure questo tempo di silenzio e di continuo esercizio d'amore è quello che feconda le nostre vite personali, e in modo nascosto, anche quella della stessa società in cui viviamo. L'adorazione è la preghiera più essenziale: è amore ricevuto e donato, è uno scambio di sguardi, intimo, profondo. L'Eucarestia che riceviamo nella S. Comunione, ci viene offerta all'adorazione, perchè possiamo sempre più entrare in contatto con la nostra realtà di intima unione con Dio: Egli ci unisce a sè, siamo suoi, e nulla può separarci dal suo amore. Un giorno, trovandosi poco dopo l'imbocco di via della Scala in Firenze, Bettina vide del terreno disponibile là dove ora è via Bernardo Rucellai, e subito si dom...

Pregare il Vangelo: LA TRINITA'

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  La liturgia in questa festa della Trinità ci propone l’ultimo brano del Vangelo di Matteo. Gli Undici appena vedono Gesù, si prostrano, perché davanti al Signore Risorto non c’è altro da fare che inginocchiarsi e contemplare la sua grandezza. Loro adorano Gesù sì, ma dentro il cuore e la testa portano tanti dubbi e domande, e infatti Matteo sottolinea: “ Essi però dubitarono.” Forse noi possiamo capire bene i discepoli, perché capita anche a noi di dubitare, diffidare … etc. La cosa importante non è avere o meno dubbi o obiezioni; la cosa fondamentale è: che ne facciamo di questi dubbi, domande, fatiche, perplessità, ragionamenti, crisi …? Chiediamoci: cosa faccio quando mi rendo conto che sono ingolfato nei miei dubbi? Lascio che mi allontanino dalla preghiera e mi chiudano in me stesso? Preferisco andare all’incontro con Gesù solamente dopo aver cercato di risolvere da me i mille perché che mi ronzano nella testa? Oppure vado dal Signore e ogni mio dubbio e crisi divent...

Pregare con i Santi del Carmelo: padre Tito Brandsma

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La preghiera è il momento privilegiato in cui raccoglierci e porci nella luce di Dio. Questa luce illumina il nostro sguardo sulle cose, anche la sofferenza diviene luogo di incontro privilegiato con Colui che custodisce la nostra vita. Riconosciamo il dono di Dio nascosto in ogni evento, in ogni volto. Ci apriamo dunque ad accogliere l'amore di Dio che ci viene incontro in ogni istante, ad ogni respiro. Questa esperienza rasserena il nostro volto,  rilassa la tensione dei nostri tratti, li apre al sorriso. Sperimentiamo il sollievo di essere nelle mani di Dio. Anche il nostro corpo lo avverte. La nostra mente si fa più lucida. Il cuore trova pace. Diveniamo con la nostra presenza gioiosa e rasserenante, un attraente e contagioso annuncio di speranza per chi ci è vicino. Non servire il Signore con sospiri. Con contentezza e con coraggio, mostra come sia vera la Parola del Signore: "Il mio giogo è soave e il mio peso è leggero"...Abbi il sorriso sul tuo volto e guarda alla...