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Showing posts from April, 2024

Pregare con i Santi del Carmelo: Madre Maria Candida dell'Eucaristia

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Madre Maria Candida dell'Eucarestia, con le sue parole e la sua esperienza, accende il desiderio di un rapporto con Gesù di unione: io in te, Tu in me, siamo infatti una cosa sola. Questa unione è possibile sempre, in ogni momento della giornata e tra le occupazioni. Non sono necessarie le parole, nè di cambiare qualcosa di se stessi o di sforzarsi per fare qualcosa...E' sufficiente restare con Lui, in sua compagnia. Riposare sul suo Cuore. Rientrare nella stanza del proprio cuore, dove Egli ha la sua dimora. Gesù buono mi attira a riposare sul suo Cuore. Oh, unione bella e forte: il mio cuore sul Cuore di Gesù, la mia anima a contatto con l'Anima immensa di Gesù, mare immenso di luce candidissima. Dopo la Comunione, scendo a gustare questa forte unione nella stanza del mio cuore. Lì mi sento fortemente e dolcemente attratta, perchè lì vi è Gesù che in quel momento è certamente unito corporalmente a me. Ma, anche senza Comunione, andando a Gesù con un semplice slancio dell&

150 anni - una storia di santità 14: LA FORMAZIONE

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Anche per il cammino spirituale, si parla di formazione, e di formazione continua. Questa consiste nel nutrire il gusto per le cose di Dio, nell' approfondire le ragioni della nostra fede e il significato della nostra vita cristiana. Abbiamo bisogno di frequentare Dio e crescere nella sua conoscenza per amarlo sempre di più. Più approfondiamo questa conoscenza, più cresce il nostro desiderio, più ci innamoriamo di Lui e di tutto quello che lo riguarda. La Chiesa ci offre una tradizione ricchissima per scendere nella profondità di noi stessi e lì coltivare tutto ciò che più ci unisce a Dio, riconoscendo e mollando tutto ciò che invece ci ingabbia nel nostro io. Questo esercizio d'amore non è mai fine a se stesso, ma ci permette di amare di più: Dio e ogni persona che Egli ci mette accanto, fino all'umanità intera. Bettina aveva allora 42 anni, ma le prove e i contrasti d'ogni sorta che aveva dovuto attraversare le avevano dato un'esperienza superiore all'età e qu

Pregare il Vangelo: RIMANI NEL MIO AMORE

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Rimanere : questo è il verbo chiave di questa domenica. Ogni volta che ci sembra di evadere, ritorniamo in noi stessi, anche se all'inizio può essere un soggiorno un po' scomodo. Calmate le varie voci che a volte aggrovigliano e appesantiscono la nostra interiorità, emerge la voce vera di chi ci abita, la voce di Dio che ci ha creati e che dunque è nel nostro DNA, è impressa nelle fibre più profonde di noi stessi: siamo la sua immagine. Rimaniamo in contatto con Lui che è la fonte della nostra vita. Restiamo uniti a Lui.  Lui in me, io in Lui, siamo infatti una cosa sola. Molliamo la presa, abbandoniamoci in un atteggiamento di apertura e ricezione del suo amore. Ritorniamo a Lui come nostra dimora abituale. Quando i nostri pensieri ci portano "fuori", torniamo al pensiero di Dio. Quando la forza delle emozioni sembra travolgerci, lasciamo che passi come un'onda del mare e contempliamo la pace che porta la sua presenza in noi. Quando la memoria ci porta al nostro

150 anni - una storia di santità 13: VITA CONTEMPLATIVA E ATTIVA

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A volte per ascoltare la voce di Dio, è sufficiente accogliere gli eventi della vita, anche quando rovesciano i propri progetti o intenzioni iniziali. E' anche attraverso i fatti concreti della nostra storia, infatti, che il Signore ci fa comprendere quale strada imboccare e come donare noi stessi nell'amore. Il cammino dunque è sempre il frutto di un dialogo a più voci, tra i nostri desideri profondi e Dio, che ci conosce nell'intimo e sa qual è il bene per noi, in una vita fatta di sorprese, imprevisti, limiti, relazioni e incontri, che possono in breve tempo rivoluzionare tutto, ma mai a caso. Il Signore ci doni l'intelligenza della fede per riconoscere in ogni evento il suo agire provvidente e buono. Vita contemplativa soltanto o vita anche attiva in mezzo alla società?  Bettina era venuta a conoscenza che una povera donna del paese era gravemente inferma e volle venirle in soccorso prestandole la sua assistenza e, insieme alle consorelle, vegliò giorno e notte al s

Pregare con i Santi del Carmelo: Madre Maria Candida dell'Eucaristia

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Restare uniti a Lui, con la consapevolezza che Lui è con me, che Lui è presente, che il Signore abita il cuore delle persone che incontro, che Egli è tra noi, nei nostri legami di amore, amicizia e fraternità. Frequentarlo con un pensiero o un semplice slancio del cuore, un semplice sguardo. Questo è il segreto che la Santa ci consegna per essere liberati da ogni altro pensiero o sentimento che a volte ci turba, e per sperimentare così, la gioia del cuore, la forza dello spirito. Teniamo fisso lo sguardo in Lui. E' Gesù stesso che attira a Sè dolcemente il mio spirito, o dal suo tabernacolo o dal mio cuore, specie quando l'ho ricevuto nella santa Comunione. Il mio spirito si solleva a Lui con felicità. Mi sento beata mentre i miei occhi si fissano in Lui. Ma anche se non mi si manifesta, il mio spirito resta sollevato per la fede, semplicemente, verso quella divina presenza che nutre l'intelletto e il cuore, lasciandomi forte, piena di buona volontà, legata al divino volere

150 anni - una storia di santità 12: LEGGE I CUORI!

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  Coltivare una sensibilità per le cose di Dio significa crescere nella conoscenza del cuore e dell'anima, propri e di quelli degli altri. Perchè Dio risiede proprio nel nostro essere più profondo. La conoscenza di Dio ci svela a noi stessi. Diveniamo compassionevoli, capaci di ascolto dei moti del cuore, capaci di accoglienza e comprensione. Si apre dunque un'altra dimensione della vita, che è essenziale: la vita dello spirito. Veniamo restituiti alla nostra integrità originale: lo spirito, l'anima e il corpo della nostra persona è un tutt'uno unito a Dio.  Al Conventino accorrevano pure, con le giovani, donne anziane per lavorare, per udire sante letture, per recitare il rosario. Bettina era tanto innamorata di Dio, che parlando con lei la conversazione a poco a poco si levava alle cose di Dio, ma con tale spontaneità, da accorgersene solo quando, toltisi dal suo fianco, si sentiva d'essere divenuti migliori. Inoltre sembrava che ella indovinasse, che leggesse nei

Pregare il Vangelo: TU MI APPARTIENI!

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Gesù ci viene oggi incontro come pastore. Egli oggi entra in relazione con noi come Colui che ci custodisce. Ha cura della nostra vita. Ci conosce personalmente, e proprio perchè ci conosce, ci ama. E amandoci, arriva fino al punto di donare la propria vita per la nostra. Per darci la vita, ed una vita traboccante. Gli stiamo a cuore, gli apparteniamo. Lasciamo andare ogni altro legame che ci spacca dentro, o che crea divisione nei nostri rapporti, facendoci sentire soli e feriti. Stringiamoci a questa relazione vitale e a quelle relazioni fraterne che ne sono l'immagine. Figli nel Figlio, anche noi veniamo restituiti alla nostra capacità di amare e donare noi stessi, anche noi possiamo tessere relazioni cristiformi.  Quando dono la mia vita amando un’altra persona, faccio esperienza che in verità la mia vita non la sto perdendo, perchè mi “ritorna”  moltiplicata in termini di gioia, senso, realizzazione.   Lasciamo dunque che questa paternità di Dio possa prendersi cura di ogni pa

Bettina: essere madri

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  Tutti siamo chiamati ad essere “ madre di Dio ”, perchè Dio ha bisogno di venire al mondo. Abbiamo una vocazione alla maternità-paternità, al generare la vita. Siamo chiamati a custodire e far fiorire la vita. Che giova a me se Cristo è nato a Betlemme, se non nasce anche nella mia anima? Che giova che Bettina abbia generato Cristo, se questo non dice qualcosa anche alla mia vita? Possiamo guardare a Maria e a Bettina per imparare qualcosa in termini di fede, speranza e carità . Chi ascolta la Parola di Dio e vive di fede, speranza e carità, è madre/padre di Cristo. Fede, speranza e carità, o sono espressioni passionali, o non sono. Passionali nel senso che ci devono muovere dentro come passioni materne e paterne. Fede: La fede è porre totalmente fiducia in qualcuno. Questo genera  vita in me, per primo. Il fidarmi è generativo per me per primo. La fede dilata la nostra umanità, cambia la vita e moltiplica il cuore (Ermes Ronchi). Si tratta di una forza propulsiva e generatrice d

150 anni - una storia di santità 11: LA PROVVIDENZA

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Tutt'ora per i giovani è una sfida lasciare il nido famigliare per iniziare una propria vita, in autonomia o formando una famiglia con il matrimonio. Le prospettive di lavoro e di vita sono precarie e si ha paura del futuro non sapendo dove appoggiarsi per trovare delle sicurezze. Così la vocazione di molti (nel senso ampio del termine di chiamata  alla vita e all'amore) riceve una bella frenata e si rimandono le grandi scelte sempre più in là, in attesa di avere delle maggiori sicurezze. Bettina ci invita ad avere, oltre ad una giusta prudenza, anche un audace coraggio di chi è nelle mani del Signore e sa che Egli non mancherà di esserci a fianco con la sua Provvidenza, sostenendo il desiderio profondo di vita piena che abbiamo nel cuore. La vita nel piccolo Conventino era così scandita: alle ore quattro la sveglia, quindi Messa e Comunione nella vicina chiesa di S. Giusto. Il loro vestito, sebbene di color tané come lo Scapolare carmelitano, era quello delle popolane, ma unif

Pregare con i Santi del Carmelo: Madre Maria Candida dell'Eucaristia

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La preghiera è il nostro respiro, non dobbiamo sentirci strappati dal rapporto con Dio neppure dai mille impegni, perchè il semplice esercizio di consapevolezza di essere alla sua presenza sarà sufficiente per fare della nostra vita una preghiera e un'adorazione ininterrotta della sua presenza in noi e tra noi. Questo atteggiamento contemplativo trasforma la realtà che viviamo dall'interno, perchè tutto in tal caso sarà occasione di incontro e di unione con Lui. Sapremo scorgere i segni della sua Provvidenza e bontà. Egli infatti è sempre all'opera nella nostra vita e nella storia per ricondurci gradualmente al suo amore, secondo i suoi disegni di misericordia. Egli ci attira in ogni momento a sè. Lasciamoci rapire lo sguardo dal suo, e durante la giornata, ricambiamolo con un semplice slancio del cuore, con un pensiero rivolto a Lui, o ancora con una lucida attenzione al qui ed ora: ogni attimo è infatti pieno della sua presenza, Lui è al nostro fianco e non abbandona mai

150 anni - una storia di santità 10: IL CONVENTINO

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In questa prima esortazione della Beata Madre troviamo racchiuso un programma di vita: 1. POVERTA' - perchè è Dio la nostra più grande ricchezza. Dio solo basta. 2. UMILTA' - chi si riconosce come creatura, si può affidare pienamente al proprio Creatore, e non deve più fuggire da se stesso.  3. SANTITA' - che è ben più di perfezione della propria immagine. E' l'unione con Dio nell'amore, e dunque unione profonda con tutte le sue creature ed il suo creato. 4. DI NOI AVRA' CURA IL SIGNORE: questa certezza che è anche fonte di grande speranza, ci rende capaci di dimenticarci un po' per poterci donare nella carità, e dare molto frutto. Nel pomeriggio del 15 luglio 1874, vigilia della Madonna del Carmine, la Bettina e le compagne, portando ciascuna il proprio lettuccio di legno, s'incamminarono sotto l'argine del Bisenzio. Il casolare era triste, solitario, silenzioso: una stanza a terreno, umida e scalcinata. Vi entrarono con la gioia con cui altri a

INCONTRI AD ARCETRI: NON HO CHE L’OGGI PER AMARTI

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  Appunti dell'incontro di sr Emanuela Giordano e padre Gabriele Morra Ci sono solo due giorni all’anno in cui non possiamo fare niente: ieri e domani – così scrive il Dalai Lama, perciò oggi è il giorno giusto per amare, per vivere. Scrive Berlicche al suo apprendista diavolo Malacoda ne “Le lettere di Berlicche” di Lews:  “gli esseri umani vivono nel tempo, ma il nostro Nemico li destina all’eternità. Perciò, credo, Egli desidera che essi si occupino principalmente di due cose: dell’eternità stessa e di quel punto del tempo che chiamano il presente. Il presente, infatti, è il punto nel quale il tempo tocca l’eternità (...)”. Nell’Antico Testamento la parola “oggi” ricorre per indicare gli interventi di Dio a favore del popolo. Mosè ad esempio disse al suo popolo: ”Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi per voi”. Viene usata quando il Signore ci dona i suoi comandi: ”osserva i comandi che oggi ti dò.” È lo spazio e il tempo esistenziale

Pregare il Vangelo: Pace a voi!

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  Il Vangelo di questa domenica si apre con la scena del ritorno a Gerusalemme dei due discepoli di Emmaus. Mentre, pieni di stupore e di gioia raccontano agli apostoli di aver parlato e spezzato il pane con il Risorto, Gesú stesso sta in mezzo a loro e dice: “Pace a voi!”, ma vedendoli increduli e spaventati mostra loro anche i segni della crocifissione, le mani e i piedi e addirittura si fa dare qualcosa da mangiare per convincerli che è davvero lui, vivo, in carne ed ossa, e non un fantasma, uno spirito. Questa descrizione è di un realismo inaudito. A volte ci meravigliamo che i discepoli fossero increduli… ma cosa faremmo noi se vedessimo un nostro amico, che abbiamo visto morto tre giorni prima, ritornare vivo in mezzo a noi! La realtà della resurrezione, che professiamo nel credo “credo la resurrezione della carne e la vita eterna” supera le nostre logiche, la nostra razionalità, tanto che solo Gesú ce ne può spiegare il senso. Infatti, il racconto prosegue con Gesú che apre la

150 anni - una storia di santità 9: VINCE S.TERESA!

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Lo Spirito Santo elargisce i suoi doni con una creatività straordinaria, e questi doni sanno stringerci a Dio assecondando le nostre naturali inclinazioni e predisposizioni. Ecco che la Chiesa è così ricca di spiritualità diverse, movimenti e modi di pregare e seguire il Signore. Un discernimento importante per ciascuno, nel proprio cammino spirituale, è dunque quello di capire di "che stoffa sono fatto" e che spiritualità è più "per le mie corde", cosa mi aiuterà maggiormente a fiorire e a seguire Dio. Per Bettina è stata la spiritualità carmelitana, infatti lei e la sua famiglia religiosa uniranno la contemplazione di S. Teresa nella preghiera e il suo fervore per le anime nell' "azione", ovvero in tutto ciò che è lavoro e apostolato. L'avventura assume tratti sempre più concreti: ora c'è una spiritualità, dunque una Regola, e un luogo, il cosiddetto "Conventino", ancora oggi visitabile sulle sponde del Bisenzio. Ormai Bettina e le

Pregare con i Santi del Carmelo: padre Anastasio Ballestrero

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Il silenzio è il luogo privilegiato per la preghiera. Trovare un luogo silenzioso ci aiuta a raccoglierci e a rientrare in noi stessi, lì ove è possibile il nostro incontro con Dio. Ma proprio perchè questo incontro avviene nella nostra interiorità (siamo tempio di Dio), anche quest'ultima ha bisogno di ritrovare il silenzio, perchè vi possa risuonare il sussurro di Dio in noi. Nel silenzio è possibile ascoltare ed essere ascoltati, ci sono i presupposti di un vero rapporto. Questa relazione con Dio in noi stessi, ci libera da tutto ciò che non è Dio, ed è davvero una liberazione. Siano essi pensieri, preoccupazioni, ragionamenti, spesso ci intrappolano in ritornelli ripetitivi che ci chiudono in noi stessi e che esauriscono le nostre energie. Sono gli ostacoli del cuore che affaticano la nostra relazione con Dio e con gli altri. Per questo quando lasciamo che in noi abiti il silenzio e la pace di Dio, si crea in noi uno spazio per l'ascolto e l'accoglienza dell'altro,

150 anni - una storia di santità 8: LA CASA IN VIA BUIA

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Siamo nel punto in cui Bettina, pur non avendo ancora ben chiaro a cosa il Signore la sta chiamando, compie un passo concreto. La sua certezza è che desidera essere del Signore, e questo desiderio lo condivide con due amiche. Non ha ancora tutto chiaro, ma si indirizza con determinazione lungo la strada del suo desiderio . L'esperienza stessa la aiuterà a chiarire in se stessa ciò per cui è chiamata. Il Signore stesso le manderà attraverso le situazioni di vita chiari segni che daranno una direzione ai suoi passi. Questo è anzitutto il tempo del desiderio, in cui le tre amiche si mettono in ascolto di ciò che le spinge nel profondo. Esse danno una forma a questo desiderio attraverso le prime scelte concrete che sono per loro a portata di mano: iniziano a vivere a casa di mamma Rosa, facendo una prima esperienza di una vita fatta di preghiera, fraternità e carità. Bettina scelse due compagne, Isolina Paoli e Anna Mariotti, e pensò di vivere stabilmente, in comune, nella sua propria

Pregare il Vangelo della I domenica di Pasqua

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  Siamo nell’ultimo capitolo del vangelo scritto da S. Giovanni, dove ci viene raccontata la testimonianza della risurrezione di Gesù da parte di Maria di Magdala, dello stesso Giovanni e degli altri discepoli, tra i quali Tommaso. Leggendo e meditando queste testimonianze, ci accorgiamo di come gli avvenimenti narrati non siano semplici apparizioni di Gesù, ma veri e propri incontri: è Gesù risorto e vivente per sempre che si fa incontro all’uomo e la sua presenza produce gioia, pace, genera vita nuova. Quando gli evangelisti raccontano un avvenimento, si preoccupano di riportare quegli aspetti dell’esperienza che possiamo fare anche noi che leggiamo il Vangelo, oggi, più di duemila anni dopo i fatti raccontati.   Il brano che ci viene proposto in questa domenica ci invita alla contemplazione. Gesù viene in mezzo ai discepoli e mostra le sue ferite, i segni della sua passione. È la contemplazione delle sue mani forate e del suo fianco trafitto che ci fa capire chi è il Signore pe

150 anni - una storia di santità 7: DON JACOPOZZI

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Nelle vite dei Santi ascoltiamo la storia che Dio ha intrecciato con la singola persona all'interno della sua Chiesa. Dunque non si tratta mai di racconti esclusivi, sempre infatti è un'intera comunità che si santifica e che condivide il cammino verso Dio. Se un volto appare maggiormente rispetto ad altri, come è stato il caso di Bettina, è solo per accendere in altre anime il desiderio di Dio. Dietro ad ogni figura "di spicco" ci sono infatti numerosi volti "nascosti" che ci parlano di quella "santità della porta accanto" citata spesso da papa Francesco. A Don Jacopozzi possiamo riconoscere non solo l'autorità spirituale che ha formato e cresciuto spiritualmente la nuova famiglia religiosa della Bettina, ma anche la qualità di co-fondatore e padre della nuova avventura carmelitana in terra toscana. Quando la Bettina vide quel giovane prete, alto, robusto, burbero nell'aspetto e accigliato, dai grossi occhiali, provò un moto di sgomento. Ep

Vuoi guarire? - Mc 2,1-12

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  L’evangelista Marco racconta un bellissimo episodio (Mc 2,1-12): Ges ù si trova in una casa. La folla è numerosa, non c’è più uno spazio libero, nemmeno sulla porta. Sicuramente tutti hanno validi motivi per cui non cedere il proprio posto. Fuori, però, c’è un uomo che soffre, un paralitico che non riesce ad entrare per presentarsi davanti a Gesù. La cosa che colpisce molto è che questo paralitico in tutto l ’ episodio narrato non parla, non chiede, non si lamenta, non prega, non dialoga con Gesù, n é prima della guarigione, n é dopo, e nemmeno fa la sua professione di fede come altri malati-guariti da Gesù. Eppure è lui il fulcro di tutta la narrazione. È il centro dell ’ attenzione degli amici. È il centro del gesto di perdono di Gesù. Sant’ Isacco di Ninive dice: “ La maggior parte degli uomini che sono malati sostengono di essere sani ”. Ma quest’uomo - credo - non è così, non si illude di una falsa salute, anzi è molto consapevole della propria malattia e del bisogno di guar

Quinto step

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  Prima di procedere oltre nel Castello Interiore, Teresa scrive un secondo capitolo in cui dà indicazioni per navigare meglio all’interno delle prime dimore. All’inizio, Teresa ci spiega con molta lucidità lo stato dell’anima che si trova in peccato mortale, sottolineando il disordine che esso lascia nell’uomo e nella sua interiorità. Le interessa molto evidenziare che lo stato di peccato rovina il rapporto intimo con Dio, perciò ci consiglia di essere molto attenti e vigilanti! Tuttavia, nonostante l’uomo a causa del peccato si trovi nella tenebra oscura, Teresa assicura che il Sole splendente continua ad abitare al centro dell’anima, che così non perde il suo splendore, né la sua bellezza: “Il Sole splendente … continua a star nell’anima, e non vi è nulla che lo possa scolorire … Se sopra un cristallo esposto al sole si mette un panno molto scuro, è evidente che, anche se il sole batte su di esso, la sua luce non avrà nessun effetto sul cristallo” (1 M, 2,3). Proprio per quest

Pregare con i Santi del Carmelo: padre Anastasio Ballestrero

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Il card. Ballestrero ci descrive in questo testo la preghiera come contemplazione : ovvero silenzioso stare e guardare a Cristo. Si tratta di un atto molto semplice. Così semplice che a volte fa un po' paura, ci sentiremmo più rassicurati con un elenco di cose da fare. Qui invece ci viene proposto semplicemente di stare in modo passivo di fronte a Cristo, fissando in Lui gli occhi del nostro cuore, o in altri termini, la nostra attenzione, la nostra consapevolezza. La nostra interiorità rimane di fronte a Lui. è un atteggiamento interiore possibile per tutti, qualsiasi sia la propria vocazione. Accogliamo dunque l'invito del Signore che ci chiama: "Venite a me!" Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.  Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore,  e troverete ristoro  per le vostre anime.  Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero (Mt 11,25). Signore, che io ti veda! L'atteggiam

150 anni - una storia di santità 6: IL SEME

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  Continua la nostra lettura della biografia di Beata Teresa Maria della Croce, la Bettina. Gli inizi sono quasi impercettibili, tanto erano tessuti nella quotidianità del paese di Campi Bisenzio a Firenze. Ma l’amore è contagioso, attrae, è fecondo. È sufficiente il mio sì all’amore e davvero posso essere quel cambiamento che desidero nel mondo, come una miccia che fa esplodere una fiamma molto più grande di quanto la propria piccola realtà lascerebbe immaginare. Per questo i grandi Santi ci stimolano ad avere anzitutto grandi desideri: il Signore li tesserà proprio in quelle circostanze in cui mi trovo, per compiervi opere grandi e meravigliose. Con Lui l’ ordinario diviene straordinario. Con Lui, nulla è banale, ma è il seme di una storia di salvezza e redenzione per me e per molti. Nel 1868, la Bettina vedeva formarsi intorno a sè un piccolo gruppo di compagne che, pur non conducendo una vita strettamente in comune, attratte dal suo amore operoso, si riunivano in casa Manetti per